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Lionfish -- Una giornata tipo

GIORNATA AL DIVING, CON UN PIZZICO DI IRONIA, PASSATA CON I NOSTRI AMICI NON VEDENTI


Si parte sempre la mattina presto, per arrivare in quel di Sperlonga, che non è proprio proprio vicino Roma, ma ti permette di trovare un mare ancora pulito e fare belle immersioni.
Arriviamo sempre mezzi insonnoliti, ma appena si apre c’è sempre tanto da fare: aprire le porte, accendere le luci, controllare che nello spogliatoio sia tutto in ordine, pulire e riempire le vasche di risciacquo, controllare l’aria delle bombole e se serve caricarle, profumare l’ambiente con gli incensi (anche questo ha la sua importanza!) ed accendere la mitica radio che ti fa compagnia durante la giornata.
Fin qui tutto ok. E poi arrivano loro …, anzi a dire il vero il più delle volte i nostri amici non vedenti che ci stanno seguendo, arrivano quasi sempre con noi, facciamo una grande raccolta al mattino e andiamo giù tutti insieme.

Si comincia a scaricare le macchine dalle famigerate borse subacquee che contengono tutto (ma manca sempre qualcosa) e che pesano una quintalata. Le posano immancabilmente sempre dove non le devono mettere, cioè in mezzo (bèh magari li dovremmo indirizzare meglio, ma stiamo sempre di corsa per cercare di farli preparare in tempo). Innanzitutto cerchi di raccoglierli (prima che cominciano a chiedere di accompagnarli per andare al bagno o per andare a prendere un caffè) per fargli firmare i noti scarichi di responsabilità, dove non manca la mitica battuta “… così se muoio non siete responsabili eh!”. Lo so è molto cinico a dire il vero , però è sempre meglio scaricarsi da certe responsabilità.
Finite le pratiche burocratiche comincia il montaggio dell’attrezzatura e lì c’è sempre qualche cosa che manca: un O ring, una caramella, una frusta, una pinna, una maschera e tu corri da una parte all’altra cercando di far fronte a tutte le richieste, facendo anche attenzione che abbiano montato la loro attrezzatura nella maniera corretta e non al contrario. Finito di montare le attrezzature c’è la fase della vestizione e lì cominciano i lamenti, soprattutto quando la temperatura è a 30° centigradi e la muta ti comprime realizzando l’effetto dimagrante e snellente di un centro benessere.
Finalmente arriva il gommone (non dalle coste libiche, tranquilli) e il gruppo è pronto per l’avventura che accomuna tutti noi subacquei, cioè fare una bella immersione, cercare di farli entrare in contatto con il blu che li circonda e che gli provoca belle sensazioni (almeno così ci dicono dalla regia) e fargli percepire tanti pesci (sempre che nel frattempo non si sono nascosti per non farsi percepire).
Quando si torna c’è tutto da sistemare e sciacquare (anzi molto spesso mi tocca fare anche la bella lavanderina) e poi, da noi, il mitico break del dopo immersione: acqua, succo di frutta, tortine e il famigerato de briefing di Roberto (n.b. il mitico istruttore) e lì ce n’è per tutti!!!! Sigh!.
Inoltre, e questo lo devo dire ad onor di cronaca, non manca mai il nostro Enzo (n.b. ultimo brevettato non vedente), che deve per forza mangiare ad orario e pretende il suo panino altrimenti si sente male, e già da mezzogiorno ti comincia a chiedere a che ora si ritorna.
Alla fine della giornata siamo tutti sfiniti, ma soddisfatti di aver fatto al meglio ciò che facciamo (almeno ci proviamo), perché questa è la vita che amiamo: il mare, i pesci e il blu profondo.
Tutte queste sensazioni e la nostra passione cerchiamo di trasmetterla anche a questi ragazzi non vedenti che ci stanno seguendo da qualche tempo, che si sono brevettati e si stanno brevettando con noi. Ci seguono tutte le settimane e ci danno sempre tante soddisfazioni.
Un grazie a tutti quelli che ci sono e a tutti quelli che passeranno da noi.
Il mare è la nostra passione.

Sabrina Loreti

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